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Le monte esterne

DSC 0090Con questo termine si indicano le monte "comprate" o "vendute" ad altri allevamenti. Per esempio il mio Rhum ha fatto una monta esterna con Roxiestar del Clan Mc Farland ,da cui sono nati 6 splendidi micetti (vincitori di due Best Cucciolate!!!).

Con Alessia, allevatrice del Clan McFarland, ci siamo accordate perchè era nel reciproco interesse vedere come i geni dei nostri gioielli si sarebbero combinati, ma confidavamo in una elevata qualità dei cuccioli e siamo stati soddisfatti.

Allo stesso modo un allevatore agli esordi o che voglia far accoppiare una femmina, ma nel suo allevamento i maschi presenti sono parenti o a riposo, può chiedere ad altri allevatori un accordo per una monta con loro stallone.

Ci possono essere interessi di ordine meramente economico, infatti esiste un "diritto di monta" monetizzabile, oppure interessi di allevamento: voglio introdurre in allevamento un colore che non ho, un caratteristica fisica più forte, un nome prestigioso, o cose simili.

Qualunque siano gli interessi si devono affrontare problemi logistici, contrattuali e sanitari.

Sanitari, perchè l'accoppiamento è una via di trasmissione di alcune malattie, così come condividere la lettiera o le ciotole per il tempo necessario all'accoppiamento. Mi riferisco principalmente a FIV, FELV, Giardia e funghi, pur sapendo che ce ne sono altre pù temibili ma molto più rare.

In generale un gatto che entra in un altro allevamento è una fonte di pericolo perché porta con sé qualcosa con cui gli altri non sono abituati ad avere a che fare. È vero anche il viceversa, anche per il nuovo arrivato c'è qualche rischio potenziale che lo attende. Se i nostri gatti hanno una buona salute complessiva e un buon sistema immunitario, ovvero sono abituati ad uscire, questi pericoli sono del tutto trascurabili. 

Agli altri invece bisogna dedicare molta attenzione. Il consiglio è di accordarsi tra proprietari con sufficiente anticipo sui gatti da mettere insieme così da poter fare due "snap test" a distanza di uno, o meglio due, mesi uno dall'altro, per gli anticorpi FIV e FELV. In pratica sono test che si fanno con una goccina di sangue in ambulatorio veterinario, utilizzando uno stick tipo quelli che si usano come test di gravidanza per gli umani: la righina di confronto rosa e a fianco una barra che si può colorare o no. Hanno una elevata affidabilità e due grandi però:

1 - per evitare "falsi negativi" sono ipersensibili e di conseguenza non sono rari i "falsi positivi": non fatevi prendere dal panico e ordinate subito una PCR (Polymerase Chain Reaction, il vostro veterinario sa cosa e come fare), un test molto più preciso.

2 - esiste il cosiddetto "periodo finestra": dal momento del contagio al momento in cui questi test rilevano la presenza degli anticorpi possono passare uno o due mesi. Lo so, se non ci si conosce bene e non si hanno le stesse informazioni di partenza è una rogna spiegare perchè è importante seguire questa procedura e fare due test. Il rischio è relativamente basso, ma queste sono valutazioni che faccio io dal mio mondo, in cui gli allevatori non hanno gatti che frequentano animali in libertà parziale o totale, non so di situazioni diverse dalla mia. Ognuno penso si debba informare e decidere per sé.

Ultimo consiglio sanitario: chi ospita il gatto altrui dovrebbe fare un esame coprologico a campione dalle lettiere di casa e uno delle feci del gatto da accoppiare. Anche qui i motivi sono due: uno, se ci sono parassiti intestinali è assolutamente il caso di intervenire e un controllo collettivo in allevamento a scadenze regolari è sempre d'obbligo. Secondo motivo, se l'ospite dovesse mai lamentarsi di "presenze indesiderate" al ritorno a casa, voi avrete in mano il certificato che vi scagiona. Sembra eccessivo ma tra allevatori il litigio non è una rarità. Allo stesso modo chi porta il gatto nell'allevamento altrui deve avere con se i due certificati dei test FIV-FELV negativi e quello dell'esame coprologico che attesti l'assenza di parassiti intestinali (Giardia in particolare).

Non sono dell'avviso di fare anche l'esame del Coronavirus perchè se nutrite di questi dubbi sull'allevatore che avete di fronte è meglio che lasciate stare tutto. Non è infatti per niente chiaro quale dev'essere (se c'è) il range di titolazione accettabile. Quindi fare una PCR per valutre la quantità di anticorpi al Coronavirus presenti, per poi non avere proprio nessuno che vi sappia dire se il livello è sicuro, sicurissimo, così così o mah boh... tanto vale tenersi il gatto a casa e cercare sicurezze altrove.

Per il discorso HCM ci sono due scuole di pensiero tra i proprietari di N/N: chi è favorevole agli accoppiamenti con N/P e chi sfavorevole.

Personalmente sono favorevole, ovvero non scelgo il gatto solo su quel parametro. I mei gatti sono tutti N/N quindi se mai dovessi prendere in considerazione un accoppiamento con un N/P andrei a valutare tanti altri fattori e non solo quello. Mi informerei sicuramente sui genitori del gatto in questione, se sono ancora viventi, stessa cosa per i nonni e sarebbe importante che questi gatti siano ancora in allevamento e monitorati annualmente. Escluderli interamente da ogni piano riproduttivo sarebbe una grossa perdita di patrimonio genetico e non ne vedo sufficienti ragioni. Ovviamente di accoppiare due N/P non se ne parla, così come i P/P vanno decisamente sterilizzati.

Il contratto

Come dice il saggio? Patti chiari amicizia lunga! Il mio consiglio è di mettere il più possibile nero su bianco, obblighi di chi ospita e di chi è ospitato, certificati da fare prima, spese di mantenimento, cosa si fa in caso di... e in assoluto mettersi d'accordo sul cosiddetto "diritto di Monta", cioè su cosa spetta al proprietario dello "Stallone" e cosa al proprietario della "Fattrice" (termini tecnici da utilizzare).

In genere l'opzione di scelta spetta al proprietario dello Stallone: se avete scelto il "partner" per motivi legati ai vostri progetti da allevatore allora probabilmente sarete più interessati ad avere uno o due cuccioli (se la cucciolata dovesse essere particolarmete numerosa) da aggiungere al vostro allevamento. Diversamente si può chiedere il controvalore in soldi.

Io prediligo una formula mista quando cedo lo Stallone per monte esterne e nel mio contratto c'è scritto che il diritto di monta è in misura crescente a seconda del numero di cuccioli nati, per ripartire equamente il rischio.

Di sicuro nel contratto scrivo che i cuccioli nati dall'cacoppiamento dovranno essere ceduti alle stesse condizioni contrattuali con cui li cedo io, ovvero con le stesse tutele (no negozi, no senza pedigree, non da riproduzione a meno che non accettino un accordo di mentoring e così via).

La Logistica

Dopo  tutti i preparativi fatti arriva finalmente il momento in cui Lui e Lei si incontrano: ci sono tanti buoni motivi perché sia Lei ad andare a casa di Lui ma certe volte è anche vero il contrario. Pare infatti che il maschio nel suo territorio sia più Macho e più sicuro di sé, e visto che le femmine spesso menano (anche forte!) metterle in un ambiente nuovo le fa essere un pochino meno spavalde, agevolando il compito del maschio. È anche vero che in un ambiente "altro" il maschio può essere messo in soggezione dall'odore di un altro maschio che ha marcato quel territorio precedentemente, e quindi non essere nella condizione di concentrarsi sulla seduzione cella femmina.

D'altro canto, spesso quando Lei va a casa di Lui, o per via della distanza o per via del viaggio in macchina particolarmente sgradito, magari per un carattere troppo timoroso, insomma può succedere che il calore vada via. Se non siete disposti a lasciare la vostra gatta troppo tempo a casa di qualcun altro, al calore successivo preparate l'alcova presso di voi.

Come si prepara un'alcova? Non serve niente di particolare, spesso neanche mangiano né bevono per tutto il tempo, comunque di indispensabile c'è solo la lettiera l'acqua e il cibo. Ma non stupitevi se per 48 ore vivranno solo di amore!